La questione Ilva sarà di nuovo all’ordine del giorno della prossima sessione del Parlamento Europeo, dopo l’approvazione da parte della Commissione Petizioni di un emendamento nel quale viene espressamente menzionata la situazione dell’ILVA di Taranto come “caso che desta particolare preoccupazione riguardo al deterioramento delle condizioni ambientali e della salute della popolazione locale”. Riportiamo la nota stampa di Peacelink.
La Legge n.6 ILVA/Terra dei Fuochi, appena approvata, determina una violazione chiara della direttiva IPCC perché sancisce che l’ILVA potrà continuare a produrre realizzando solo l’80% delle prescrizioni dell’AIA, Autorizzazione Integrata Ambientale, (articolo 7, comma d) e la scelta di quali siano le prescrizioni da escludere sarà della struttura di commissariamento ILVA.
Nel 20% delle prescrizioni che non saranno attuate potrebbero dunque esserci anche quelle più importanti ed urgenti ai fini della protezione ambientale e sanitaria della popolazione, come la copertura dei parchi minerali e la riduzione delle emissioni dalla cokeria. Ancora una volta, non c’è nessuna garanzia di azione concreta. “Il sistematico non rispetto dell’AIA, documentato fino ad ora dalle relazioni di IPSRA, viene aggravato da questa legge, che fa all’ILVA uno sconto del 20% sull’applicazione delle norme AIA e quindi viola la direttiva IPPC” dichiara Antonia Battaglia
“Nel mese di settembre 2013 la Commissione ha aperto la procedura d’infrazione che ora deve passare alla fase successiva della messa in mora perché negli ultimi mesi non c’è stato alcun miglioramento della situazione. – dichiara Monica Frassoni – Peraltro, l’Italia resta inadempiente per quanto riguarda la direttiva sulla responsabilità ambientale. È evidente che il Governo italiano non ha intenzione di conformarsi alle regole europee e di agire davvero sull’emergenza sanitaria e ambientale a Taranto. È tempo che la Commissione Ue prosegua con la procedura d’infrazione.”
La questione Ilva sarà di nuovo all’o.d.g. della prossima sessione del PE, dopo l’approvazione da parte della Commissione Petizioni di un emendamento nel quale viene espressamente menzionata la situazione dell’ILVA di Taranto come “caso che desta particolare preoccupazione riguardo al deterioramento delle condizioni ambientali e della salute della popolazione locale”.
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