Intorno alle 12.20, il vecchio teatro – per troppo tempo abbandonato e persino rimosso dalla memoria collettiva – è tornato a fermentare. La resistenza dei ragazzi, supportata da cittadini di ogni età, sensibili alla problematica degli spazi negati alla cultura e alla socialità, è riuscita – finora – ad evitare lo sgombero.
Di altro – e non più di industrie inquinanti – vogliono vivere i giovani che da mesi hanno occupato gli ex Baraccamenti Cattolica. Ce lo dicono per l’ennesima volta dopo averci nuovamente guidato all’interno della struttura.
Ci mostrano la cucina resa fruibile per tutti, l’officina destinata a diversi utilizzi, l’area che dovrebbe ospitare una biblioteca. Germogli di una Taranto diversa e creativa, che vuole emergere senza veleni e paraocchi. In queste ore, le Officine Tarantine hanno deciso di dare vita ad un’assemblea permanente. Alle 18, si terrà un incontro aperto alla cittadinanza durante il quale saranno forniti aggiornamenti. Vi invitiamo a leggere la cronaca.
Alessandra Congedo
Cronaca di uno sgombero incompiuto
Ore 8.30 – Diverse auto della Polizia Municipale, furgoni della Polizia di Stato e macchine di Carabinieri e Guardia di Finanza arrivano davanti ai cancelli della grande area adibita a parcheggio antistante l’ingresso della struttura occupata.
Ore 9 – Un capannello di cittadini si assiepa dinanzi al grande cancello che delimita l’area di parcheggio. All’ingresso una fila di poliziotti e finanzieri non permettono il passaggio.
Ore 9.15 – All’interno della struttura sono presenti un gruppo di circa 15 ragazzi delle “Officine” e alcuni dirigenti delle forze dell’ordine. La situazione, sia all’interno che all’esterno, rimane abbastanza tranquilla.
Ore 10.15 – Il consigliere Angelo Bonelli, arrivato da pochi minuti, chiede di entrare all’interno della struttura per rendersi conto della situazione e parlare con i ragazzi che la occupano.
Ore 10.30 – L’avvocato Francesco Nevoli esce dalla struttura per parlare con chi dall’esterno non può accedere. «E’ in atto lo sgombero – chiarisce – perchè a fine novembre è stato redatto e notificato il documento di interdizione alla pubblica fruizione. Il provvedimento è stato firmato da Stefàno, giustificato da motivi di sicurezza. La prassi è diversa dagli ordinari sgomberi perchè i motivi sono diversi».
Ore 11.45 – Dopo oltre dieci minuti di tensione uno sparuto gruppo di ragazzi riesce a superare la barriera formata dalle forze di polizia in assetto anti sommossa. Con loro entrano negli ex Baraccamenti Cattolica alcuni giornalisti.
«Stamattina – spiega Alessio, uno dei portavoce – sono arrivati tanti agenti mentre noi eravamo pochi, circa una quindicina. All’interno tutto è stato affrontato con il dialogo, tranne in alcuni momenti. Da questa mattina non è venuto nessuno del Comune, tranne il consigliere Bonelli. Vorremmo dialogare con un rappresentante dell’amministrazione. Noi possiamo anche uscire da questa struttura ma il problema rimane: in questa città mancano spazi per i giovani».
Luca Caretta per InchiostroVerde
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