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Ammazza che Piazza: ecco l’area fitness dei giardini Totò de Curtis

TARANTO – “Insieme per il nostro quartiere”, il progetto di utilità sociale ideato da Bricocenter, ha permesso ad “Ammazza che Piazza” di realizzare un’area fitness presso i Giardini Totò de Curtis, riqualificati lo scorso anno dal gruppo, ed inaugurata domenica mattina. L’attività proposta era finalizzata al miglioramento di un luogo del quartiere utilizzato dalla comunità o comunque uno spazio con una destinazione di utilità sociale, dove Bricocenter finanziava materiale adeguato alla realizzazione dell’opera progettata, qualora risultasse vincente, per un valore economico di circa 1000 euro.

Per diversi mesi, a partire dal gennaio 2013, “Ammazza che Piazza” si è impegnata volontariamente per la riqualificazione dei Giardini Totò de Curtis, svolgendo quotidianamente lavori di pulizia, giardinaggio, piantumazione, favorendo il recupero di un luogo simbolo di incontri tra cittadini, per anni una zona lasciata nel totale degrado, con la presenza di rifiuti di ogni genere. Senza nessuna forma di collaborazione, finanziamento o supporto istituzionale, giorno dopo giorno, l’obiettivo dei ragazzi di “Ammazza che Piazza” è stato sempre quello di “recuperare tale polmone verde, affinché potesse diventare un luogo vivibile per tutti, bambini ed adulti, rappresentando una forte presa di coscienza finalizzata al miglioramento della qualità della vita”. Obiettivo pienamente raggiunto, “perché la pineta in pochissimo tempo, grazie al nostro operato, è tornata a ripopolarsi di bambini ed anziani, oltre che scenario per lo svolgimento di diversi eventi locali sociali nel corso di questi mesi”.

Anche e soprattutto per questa risposta dei cittadini, “Ammazza che Piazza” ha scelto di proporre per i Giardini Totò de Curtis il progetto dell’area fitness, risultato tra tutti quelli presentati vincente “in quanto ha ricevuto il maggior numero di preferenze da parte dei cittadini che hanno liberamente espresso la propria scelta”. Ma al ritorno nell’area in questione, i ragazzi hanno trovato una brutta sorpresa: “Nonostante il nostro libero e spontaneo impegno economico e sociale, nonché la spinta per il recupero dell’area, da parte delle istituzioni locali non c’è stato nessuno stimolo tale da mantenere i Giardini Totò de Curtis in condizioni ottimali per garantire ai cittadini di poter frequentare tranquillamente questa zona verde. Infatti, subito dopo la nostra attività, non vi è stata nessun’altra azione continuativa alla nostra da parte delle autorità competenti, come la manutenzione del verde, la pulizia della pineta, lo svuotamento dei cestini presenti, l’illuminazione pubblica, nonostante più volte, come gruppo, abbiamo richiesto questa forma di collaborazione, se così possiamo definirla, in modo tale che tutti i nostri sforzi non venissero vanificati”.

Ma tutto questo non ha abbattuto i ragazzi di “Ammazza che Piazza”, tutt’altro. Dopo aver dato vita ad una nuova manutenzione dell’intera area, grazie anche al materiale donato da Bricocenter, ora i Giardini Totò de Curtis sono dotati di una serie di attrezzi in legno per fare esercizio fisico, oltre a panche e tavoli in legno, il primo orto urbano della città destinato alla produzione di frutta e ortaggi, un’area cani, rastrelliere per biciclette e altre aree destinate ai giochi per i più piccoli e alle attività sportive, come calcio, basket e pallavolo, con la collocazione di porte, reti e canestri. Tutto questo, come sottolineano i ragazzi, a dimostrazione di come “la volontà, l’amore, il sacrificio, l’impegno da parte di tutti, sostenuti da idee e progetti comuni, possano rilevarsi le migliori chiavi e potenzialità per poter condurre un percorso di rinascita mirato alla valorizzazione della nostra amata terra”.

Da qualche mese inoltre, l’attività di “Ammazza che Piazza” è arrivata anche dentro le scuole, con conferenze destinate agli studenti, per sensibilizzarli al rispetto per l’ambiente, soprattutto all’interno di assemblee molto partecipate. Infine, il nuovo obiettivo del gruppo: chiedere che venga abbattuto il grande muraglione dell’Arsenale: “Dietro quel muro esiste un’altra Taranto: dobbiamo pretendere che quel muro venga abbattuto, Taranto deve essere libera”.

Fonte: TarantoOggi, 28.01.2014

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