“Siamo abituati a ragionare in termini propositivi tuttavia non possiamo non rilevare che se il 136 venisse convertito nella sua attuale formulazione si rischierebbe, nuovamente, di far passare in secondo piano le stringenti tematiche di salute e ambiente a favore della produzione. Il tema dei tempi dell’Aia, ad esempio, già di suo difficile da accettare – prosegue Nicastro – abbiamo chiesto che venga subordinato all’avvio non del 70% del numero di interventi soltanto, lasciando spazio ad esempio alla possibilità di scegliere il 70% più comodo da realizzare ma che si attui una puntuale verifica ed un efficace monitoraggio dell’attuazione delle prescrizioni disposte dall’AIA anche in relazione all’avvenuta attuazione di almeno il 50% di ogni singola prescrizione. Gli investimenti e le attività devono essere concretamente avviate, soprattutto quelli più importanti che potrebbero passare in secondo piano laddove l’unico parametro di verifica fosse di tipo numerico”.
“Abbiamo, con l’esperienza degli ultimi anni, imparato che spesso nelle pieghe dei decreti urgenti si nascondono insidie che finiscono per andare a scapito del territorio e delle popolazioni – conclude Nicastro – e siamo ben contenti che le nostre osservazioni siano state recepite in sede di riunione tecnica oltre che prese in considerazione del Ministero per emendamenti formali. Faccio appello ai parlamentari della nostra regione, senza distinzione di schieramento, affinché sostengano nei passaggi istituzionali questa iniziativa a beneficio della città di Taranto e della Puglia”
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