Cambiano i luoghi di incontro, sempre rigorosamente a porte chiuse o accessibili solo su “invito per ovvi motivi di funzionalità e di sicurezza” (ndr don Antonio Panìco), cambiano i nomi dei ministri così come cambiano, solo all’apparenza, i gestori dell’azienda ma la sostanza resta sempre la stessa: salute o lavoro? Cambiare tutto per non cambiare niente. I vari esempi di aziende virtuose che producono acciaio a Duisburg e Linz e di luoghi come Bilbao e la Ruhr dove sono state attuate delle imponenti riconversioni ecocompatibili, non possono essere importati qui da chi e con chi ha sino ad oggi ampiamente dimostrato di essere bugiardo ed inaffidabile. Un ennesimo “concistoro” che sembra avere, in realtà, come obiettivo quello di riabilitare l’immagine di un’azienda altamente inquinante e dei suoi silenti alleati.
I rapporti tra il siderurgico e la Chiesa sono ben noti sin da prima della chiusura dell’indagine “Ambiente Svenduto”. Come non ricordare la consegna nelle mani di Girolamo Archinà, indagato nell’inchiesta appena conclusa e responsabile dei rapporti istituzionali dell’Ilva, del Cataldus d’Argento per il volontariato e come non sottolineare la posizione del monsignore Marco Gerardo, ex segretario del precedente arcivescovo Benigno Papa, indagato per aver dichiarato il falso ai pm. L’intento del convegno è palese: si vuole necessariamente ricucire uno strappo, per ricominciare da capo l’ennesima volta usufruendo della fiducia e della speranza della gente che frattanto continua a pagare in termini sia di salute che di occupazione.
Tra Taranto e La Terra dei Fuochi esiste un’analogia: l’inquinamento favorito dall’illegalità produce da decenni malattia e morte. A tal riguardo l’arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe, indagato per corruzione, ha recentemente dichiarato che “Chi inquina non è in grazia di Dio e non può fare la comunione. Bisogna dire alla nostra gente la verità su quello che è accaduto, è necessario”. L’unico cammino possibile per il bene comune, conciliando i diritti fondamentali legati all’ambiente, alla salute ed al lavoro è, come già più volte abbiamo detto, il fermo immediato degli impianti inquinanti e la successiva bonifica impiegando tutti gli attuali dipendenti Ilva.
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