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Decreto Ilva: la Camera è vuota

TARANTO – Un’Aula drammaticamente e desolatamente vuota. Tutti i gruppi parlamentari, ad esclusione del Movimento 5 Stelle, hanno preferito disertare la Camera nel giorno in cui il decreto 61 del 4 giugno sulle “Nuove disposizioni urgenti a tutela dell’ambiente, della salute e del lavoro nell’esercizio di imprese di interesse strategico nazionale” è arrivato nell’aula di Montecitorio per la discussione finale. Eppure questa mattina, ovviamente, saranno tutti al loro posto pronti per esprimere il proprio voto favorevole al secondo provvedimento legislativo in appena 8 mesi per salvare l’Ilva di Taranto, considerato sito strategico d’interesse nazionale.

La discussione si è protratta dalle 12 alle 18.02: questo soprattutto per i tantissimi interventi del M5S, i cui parlamentari hanno voluto porre l’accento sui tanti danni arrecati dalla produzione del siderurgico all’ambiente ed alla salute dei cittadini di Taranto. Oltre che puntare il dito contro la “casta” politica, rea di essere rimasta a guardare in tutti questi anni. Certo, tutto giusto, per carità: resta il fatto che i parlamentari cittadini di Grillo alla fine voteranno parte dei provvedimenti del decreto, senza opporvisi totalmente. E soprattutto, pur ricordando l’assemblea pubblica svoltasi lo scorso mese a Taranto a cui parteciparono ben 10 parlamentari pugliesi per sentire dalla voce dei tarantini la vera realtà dei fatti, avremmo preferito ascoltare certi discorsi nei mesi addietro e negli anni passati: oggi, pur differenziandosi dal resto del parlamento, la solfa non cambia.

O, quanto meno, non cambia la realtà dei fatti. Il Pdl e il Pd, invece, hanno lasciato il privilegio di intervenire ai deputati tarantini Gianfranco Chiarelli e Michele Pelillo. Il primo ha pensato bene di dedicare il 99% del suo intervento alla lettura dell’intero decreto (come se tra i presenti nessuno ne fosse a conoscenza o come se fosse un suo scritto), lasciando la restante parte del discorso al solito ritornello della difesa contemporanea dei diritti alla salute, all’ambiente ed al lavoro. Il secondo, dotato di una maggiore dialettica ed anche di un’ironia quasi democristiana, ha ribadito la centralità del rispetto dell’AIA, quale stella polare da seguire nel percorso che porterà l’Ilva di Taranto alla tanto agognata eco-compatibilità. Peccato che sia Chiarelli che Pelillo, così come il relatore della Commissione Ambiente della Camera Borghi e gli altri parlamentari intervenuti, hanno dimenticato di precisare un “semplice” dettaglio: che sia l’ARPA Puglia, che soprattutto l’ISDE (Associazione Medici per l’Ambiente), hanno certificato che anche con la totale applicazione dell’AIA, non solo il rischio cancerogeno sarà poco meno che dimezzato per la popolazione tarantina, ma soprattutto che la salute degli stessi resterà, ancora una volta, “negoziabile”. Oggi ci sarà il voto alla Camera, domani il testo arriverà in Senato. La sceneggiata continua.

Gianmario Leone (TarantoOggi, 09.07.2013)

 

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