«Milioni di persone chiedono che gli incontaminati ghiacci artici vengano protetti da un divieto totale di trivellazione petrolifera
nell’Oceano Artico. La nostra dipendenza dai combustibili fossili è erroneamente associata con il progresso e la prosperità, invece porta con sé la distruzione dell’ambiente e dell’economia. Un’altra strada è possibile e i nostri leader politici devono intraprenderla ora» afferma Kumi Naidoo, direttore esecutivo di Greenpeace International.
«Appena una settimana fa siamo rientrati dalla spedizione al Polo Nord, durante la quale abbiamo sperimentato in prima persona la
fragile bellezza artica. Vedere questa mobilitazione mondiale mi riempie di gratitudine e speranza. Ora è tempo per i partecipanti al
Consiglio Artico di ascoltare queste migliaia di persone e creare un Santuario globale» commenta Josefina Skerk, un’attivista indigena
membro del Parlamento Sami. Josefina è uno dei quattro giovani ambasciatori artici appena tornati dalla spedizione di Greenpeace al Polo Nord, per portare i nomi dei quasi tre milioni di firmatari della petizione savethearctic.org e una Bandiera per il Futuro sul fondale del Polo Nord.
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