“Entro questa data – si legge nel comunicato – il novellame dovrà essere definitivamente movimentato in specchi acquei idonei, salvo disposizioni diverse del Commissario Straordinario ad acta oppure a seguito di altre eventuali indicazioni sanitarie. E’ stato indicato che in via preventiva avvenga anche la classificazione delle acque di mar Grande. Il tavolo si è concluso con l’impegno da parte dell’assessore regionale Gentile di convocare a breve una conferenza di servizi che preveda la partecipazione anche del Commissario Straordinario per le bonifiche, ingegner Pini, e tutti gli attori interessati alla questione mitilicoltura”. Zaccheo, assessore comunale alle attività produttive, esprime così la sua soddisfazione: “Portiamo a casa risultati concreti che ci fanno sperare in una soluzione positiva di questa annosa vicenda. Ciononostante, come istituzioni continueremo a far sentire la nostra vicinanza alla categoria in sofferenza intervenendo con ogni mezzo consentito per alleviare le loro difficoltà”.
LA PRECISAZIONE – Sulle difficoltà che sta vivendo la marineria tarantina da circa tre anni intervengono anche Agci Pesca, Lega Pesca e ConfCommercio: “Abbiamo operato ed operiamo nell’intento di incanalare su binari legali e vertenziali la grave emergenza cercando di lenire le pesanti perdite delle società mitilicole attraverso la manifestazione di interesse per l’attuazione della Misura 2.1 – Sottomisura 3 – Misure sanitarie, e rilanciando lo sviluppo del settore con la redazione di progetti di ricerca precompetitiva nel nascente Distretto della Pesca e dell’Acquacoltura Pugliese.
“L’emersione dal cosiddetto “nero” e la regolarizzazione delle imprese irregolari è uno dei principali obiettivi di questo complesso processo di gestione della crisi – si legge in una nota stampa – in tale ambito, secondo un programma promosso dal Tavolo istituzionale composto da Camera di Commercio, Comune di Taranto e associazioni di categoria, le imprese irregolari hanno inoltrato la richiesta di rilascio della concessione demaniale marittima e l’autorizzazione doganale. Al fine di ottenere quest’ultima le imprese suddette hanno provveduto all’autodenuncia dell’occupazione del primo seno del Mar Piccolo. Di conseguenza la Guardia di Finanza di Taranto ha effettuato i controlli per accertare la violazione dell’articolo 19 D.Lgs 374/1990”.
Precisano le associazioni: «I militari della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Taranto, attraverso un comunicato stampa diramato nella giornata di giovedì, hanno invece considerato l’atto di autodenuncia e regolarizzazione dei mitilicoltori come operazione “della quotidiana attività predisposta in materia di Polizia Economico-Finanziaria e controllo del territorio (…) finalizzati ad individuare la presenza in Mar Piccolo di eventuali campi mitili abusivi”. Le cinque Società in questione, inoltre, sono entrate in possesso del titolo concessorio o sono in procinto di ottenerlo anche al fine di poter accedere regolarmente alle nuove aree di Mar Grande, proprio al fine di tutelare e salvaguardare la salute dei consumatori. Non si tratta, quindi, di una “operazione in corso” per perseguire eventuali attentatori alla salute pubblica come affermato dalla Guardia di Finanza di Taranto, ma di imprese che stanno seguendo un faticoso e oneroso, dal punto di vista economico, processo di regolarizzazione in un periodo di grave crisi. La tempistica del comunicato stampa, inoltre, avrebbe potuto nuocere gravemente al raggiungimento degli obiettivi prefissati e faticosamente raggiunti nel corso della riunione del Tavolo tecnico sulla mitilicoltura tarantina».
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