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Ilva, la lettera di Legambiente al ministro Clini

TARANTO – In una lettera rivolta al ministro dell’Ambiente Corrado Clini (atteso per domani in una città nuovamente blindata) Legambiente esprime preoccupazione per la situazione dell’Ilva e per i provvedimenti annunciati dal Governo nei giorni scorsi. Secondo l’associazione ambientalista un  secondo provvedimento “salva Ilva” affronterebbe solo la drammatica situazione contingente rimandando ad un momento indefinito la necessità di fare chiarezza sulla capacità e sulla volontà dell’azienda e dei suoi proprietari di adempiere effettivamente alle prescrizioni dell’Aia. Scrive Lunetta Franco, presidente di Legambiente Taranto: «La città e i suoi cittadini, i lavoratori le associazioni vogliono risposte chiare sul futuro. La famiglia Riva vuole rimanere a Taranto? La famiglia Riva ha la capacità finanziaria per adempiere a tutte le prescrizioni dell’Aia? L’Ilva ha intenzione di presentare un piano industriale che chiarisca queste questioni? O vuole continuare – come fa da mesi – a ripetere di essere impossibilitata a fare gli interventi di “ambientalizzazione” a causa del sequestro della magistratura?».

Continua la Franco: «Lei sa benissimo che l’azienda dal 26 luglio e fino al 25 novembre (data del sequestro dei prodotti semilavorati da parte della magistratura) ha potuto di fatto produrre e commercializzare i propri prodotti e che in qui mesi – oltre al balletto di cifre del tutto inadeguate ad affrontare la situazione – gli unici segnali venuti dall’azienda sono stati il braccio di ferro con i magistrati e il ricatto ai lavoratori e alla città. A Taranto è opinione sempre più diffusa che il Governo continui a mettere in campo provvedimenti a senso unico che costituiscono preoccupanti precedenti rispetto all’equilibrio e ai contrappesi tra i poteri dello Stato e tutelano di fatto gli interessi della produzione al di sopra di tutto, anche del sacrosanto e costituzionalmente tutelato diritto alla salute. Ci attendiamo che Lei chieda finalmente a quelli che sono gli unici responsabili di questa situazione, ossia ai Riva, di dire se e con quali risorse vogliono continuare a tenere in attività lo stabilimento di Taranto adempiendo alle prescrizioni dell’Aia».

In  mancanza di questi impegni da parte dell’azienda, Legambiente si aspetta che Clini e il Governo dicano alla città quali soluzioni alternative si intendono perseguire per la gestione dello stabilimento tarantino. Inoltre, nella lettera, vengono richiesti “provvedimenti urgenti per consentire un deciso potenziamento dell’Arpa Puglia che, a fronte dei compiti estremamente gravosi e altrettanto indispensabili imposti dal contesto, nonché dalla stessa legge “salva Ilva e dalla nuova Aia, è ancora in una situazione di carenza di organico intollerabile, ulteriormente aggravata dal blocco del turn-over e particolarmente critica a Taranto”. «E’  inutile sottolineare – conclude Lunetta Franco – l’importanza di un organo di controllo come l’Arpa, ed il fatto che limitarne i mezzi si trasforma di fatto in un modo per limitarne l’azione. Infine le chiediamo di promuovere in tempi brevissimi un incontro tra i cittadini e le associazioni con il garante – di cui ad oggi ci è noto solo il nome – al fine di capire cosa intenda fare per adempiere al suo delicato e importante incarico”.

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