1° QUESITO: volete voi cittadini di Taranto, al fine di tutelare la vostra salute nonché la salute dei lavoratori contro l’inquinamento, proporre la chiusura dell’Ilva?
2° QUESITO: volete voi cittadini di Taranto, al fine di tutelare la vostra salute e quella dei lavoratori, proporre la chiusura dell’area a caldo dell’Ilva, maggiore fonte di inquinamento, con conseguente smantellamento dei parchi minerali ?
Altro destino invece per il 3° quesito riguardante la richiesta di risarcimento dei danni all’Ilva. Il sindaco spiega che non è stato ammesso perché il Comune ha già promosso l’azione di risarcimento nei confronti dei responsabili dello stabilimento per inquinamento ambientale.
Stefàno ha deciso di indire il referendum – soltanto consultivo – sui due quesiti ammessi il 14 aprile 2013 “ritenendo utile ascoltare l’opinione dei cittadini di Taranto in merito alla già tanto discussa questione Ilva” Il sindaco rammenta che “il Comune non ha competenza su tale questione se non per l’espressione di un parere endoprocedimentale sul rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale”.
Per quanto riguarda invece la proposta di Referendum Eni-Cementir, il Comitato dei Garanti, esaminata la documentazione prodotta dall’Amministrazione comunale, osserva che il Comune di Taranto non può considerarsi “autorità competente” ai sensi delle vigenti disposizioni appartenendo la competenza, a secondo dei casi, ad un Ministero della Repubblica Italiana, alla Regione Puglia ed alla Provincia di Taranto, “mentre il Comune di Taranto non è in nessun caso competente in materia, potendo esprimere solo pareri di natura endoprocedimentale”.
Il Comitato ha quindi ritenuto la proposta non ammissibile. E’ stata esaminata, infine, la proposta di Referendum sul Nuovo Ospedale. Il Comitato, esaminata la documentazione prodotta dall’Amministrazione comunale, ha osservato in merito al primo quesito, che la Regione Puglia ha già avviato il procedimento di revoca della variante urbanistica di cui all’accordo di programma volto alla realizzazione del nuovo ospedale “San Raffaele”, individuando i terreni ubicati in via Sordi per la realizzazione di una nuova struttura. Il Comitato ha pertanto ritenuto non ammissibili i quesiti proposti. Ricordiamo che i quesiti referendari erano stati presentati dal comitato “Taranto Futura”, il cui portavoce è l’avvocato Nicola Russo.
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