E ora ci attendiamo che l’Ordine abbia davvero il coraggio di usare la mano pesante contro coloro che si sono resi protagonisti di trame a dir poco disgustose con l’apparato Ilva. Basti pensare che l’ex caposervizio di un giornale locale ha persino pubblicato articoli attribuiti ad un inesistente esperto ambientale, dietro al quale si sarebbe nascosto Girolamo Archinà, responsabile delle pubbliche relazioni Ilva. Ma questo è soltanto un episodio. L’ordinanza del gip Patrizia Todisco, emessa nell’ambito dell’inchiesta Ambiente Svenduto, svela altri retroscena raccapriccianti che rappresentano un autentico oltraggio nei confronti dei lettori e di tutti i giornalisti liberi e onesti, la cui professionalità va sempre più salvaguardata. E’ arrivato il momento di dare il benservito a chi ha fatto della disinformazione una pratica quotidiana. Di danni, le loro penne sporche, ne hanno già fatti troppi.
Alessandra Congedo
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