Ilva, TarantoRespira su morte operaio: «Prefettura interrompa prassi scorrette»

Ad aggravare le nostre preoccupazioni interviene anche la dichiarazione del direttore del Sistema 118 dell’Asl Ta, Mario Balzanelli. «Sono sconcertato – dice – perché ogni qual volta si verifica una situazione di emergenza in queste aree industriali, così come siamo in grado di documentare con atti di ufficio, il Sistema 118 viene puntualmente ignorato». Inoltre, il Comitato di “Cittadini e lavoratori liberi e pensanti”, ieri ha presentato un esposto in Procura in merito ad un accordo sottoscritto a novembre del 2010 dai rappresentanti sindacali con l’azienda in base al quale si disponeva la riduzione del personale nel reparto Mof e la riorganizzazione del lavoro in cambio di una somma di denaro, 450 euro lordi, una tantum che è stata erogata nel gennaio del 2011.
Ci rimettiamo all’esito delle indagini della magistratura, ma richiediamo con forza che la Prefettura interrompa, ove esistenti, prassi scorrette sui soccorsi nelle aree industriali tarantine e che le autorità preposte verifichino in profondità il rispetto di tutti sistemi di prevenzione degli infortuni all’interno dell’ILVA, a tutela dei dipendenti diretti della stessa azienda e di quelli delle ditte dell’indotto. Parliamo di analisi del sangue, di formazione adeguata, dell’utilizzo del numero di operai realmente necessari alle singole operazioni e di quant’altro si renda anche solo utile ad evitare altri morti o feriti. Ricordiamo bene che un altro incidente grave si è verificato neanche un mese fa e sempre nell’ambito dello stabilimento siderurgico! La vita viene prima del profitto!
Comunicato stampa di TarantoRespira