Il Comitato Donne per Taranto non intende incontrare un ministro della Salute che ha sottaciuto i dati dello studio Sentieri e nulla ha fatto per far prendere in esame, nel procedimento AIA, la situazione di Emergenza Sanitaria in atto. Invitiamo piuttosto il ministro Balduzzi a recarsi all’ospedale oncologico , di ematologia e nel reparto pediatrico per incontrare i genitori dei tanti bambini traditi dal Suo silenzio e da quello del Governo e degli organi locali.
Ricordiamo che questo Comitato da settembre ha inviato al Ministro diverse comunicazioni (tramite raccomandate, email e PEC) per dare voce alle oltre 5000 persone che hanno sottoscritto, in soli 3 giorni, la Petizione nella quale si chiedeva l’ufficialità dei dati Sentieri.
Ogni tentativo di comunicazione è rimasta inascoltata. L’incontro di lunedì è pertanto fuori tempo massimo!
Riteniamo che, attualmente, solo una cosa dovrebbe fare il ministro della Salute perché la Sua venuta non risulti un ulteriore schiaffo a questa Città: rendere immediatamente Ufficiali i dati dello Studio Sentieri, affrontare con coraggio e serietà la situazione di Emergenza Sanitaria e chiedere “scusa” ad una Città intera per il silenzio di queste settimane e per alcune affermazioni che pesano come macigni.
Per noi resta vero che il tempo delle “parole” è terminato! Intraprenderemo, pertanto, così come preannunciato, azioni legali non solo nei confronti di chi ha inquinato ma anche nei confronti di tutti coloro che erano e sono a conoscenza della Situazione di Emergenza Ambientale e Sanitaria nel SIN di Taranto e nulla hanno fatto per fermare tale crimine.
Per lunedì 22, alle 9, il Comitato Donne per Taranto convoca una conferenza Stampa in corso due Mari (monumento Marinai) per spiegare alla Stampa Locale e Nazionale i motivi del rifiuto a tale incontro con il Ministro e per dare voce a chi, vittima di scelte “economicamente” giuste per l’intero Paese, resta totalmente inascoltato: i malati.
Per il Comitato Donne per Taranto
la coordinatrice
Rosella Balestra
“…ho insegnato a mio figlio in questi anni ad avere fiducia sempre negli altri, negli adulti, nella Vita. Lui come tu sai da oltre un anno si prepara il suo trolley da solo ogni 20-30 giorni per andare a fare la cura a Parma ed è stato sempre lui a trasmetterci l’ottimismo per l’esito delle analisi. L’ultima volta non è tornato con me, è ricoverato perché i valori non si sono normalizzati. mercoledì prima di ritornare a Taranto per il lavoro, sono andato a salutarlo dormiva ancora e sul comodino c’era un disegno con l’Ilva (raffigurata con i fumi a forma di mani e facce da mostro) e sotto scritto “papà uccidi il mostro”! (faccio la foto e te la invio). E ora, mentre lui è lontano da me, lo tengo tra le mani e sento di averlo tradito, il mostro è là e più forte che mai. Cosa gli dirò domani quando lo riabbraccerò? che il mostro è ancora lì e che io (il suo eroe) non sono riuscito a sconfiggerlo?…”
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