Peccato però che Monti tralasci di dire alcune fondamentali cose: ad esempio che di quei 336 milioni, ben 197 riguardano i lavori per il Porto di Taranto. E che le cause che hanno portato al sequestro di sei aree del siderurgico tarantino, riguardano dei reati ben precisi commessi dal Gruppo Riva in tutti questi anni, che nessun protocollo d’intesa può azzerare o in qualche modo mitigare. Al termine del suo lungo intervento, il Premier ha anche incontrato il presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante, che ha ovviamente ringraziato Monti per le parole “molto sagge e di grande equilibrio” pronunciate nei confronti dell’azienda e della delicata situazione vissuta dal siderurgico. Come oramai nel suo stile, Ferrante ha ribadito la buona volontà dell’azienda di “guardare avanti e impegnarci in una attività di risanamento ambientale da subito, iniziando a fare delle cose per dare una dimostrazione di buona volontà e una dimostrazione che ci crediamo e che vogliamo crederci”.
Aggiungendo inoltre che “la preoccupazione dei sindacati e dei lavoratori la comprendo benissimo, però noi stiamo lavorando, e i fatti lo dimostrano, a conservare tutti i posti di lavoro e a non avviare nessuna attività di mobilità di personale e di cassa integrazione, riuscendo a mantenere sempre vivi e funzionanti gli impianti, anche se con l’obiettivo del risanamento”. Ferrante si è poi anche lanciato in una simpatica proposta: “Chiediamo attenzione al governo con interventi da studiare e da immaginare che possono riguardare la tutela dal punto di vista del fisco oppure oneri previdenziali da valutare”. Inoltre, il presidente Ilva ha mandato una specie di avvertimento alle istituzioni: “Noi non vogliamo sottrarci, però chiediamo che gli investimenti, quando saranno definiti e avremo capito quale sarà l’importo finanziario necessario, siano collocati in un quadro più generale nel quale in cui inserire le nostre iniziative”.
E così, tanto per restare in tema goliardico tra amici, il premier Monti ha concluso affermando che “é stato un piacere rivedere, in questo contesto e in una mutata funzione professionale, colui che per me e’ il prefetto Ferrante”. Il quale, ispirato forse dalla presenza del governatore della Puglia, Nichi Vendola, ha anche trovato ispirazione per chiudere la giornata di ieri con una metafora: “Ho sempre sostenuto che c’è una strada in salita, una salita che bisogna percorrere fino in fondo. Credo che quando arriveremo in cima avremo un orizzonte più largo, certamente migliore”. Chapeau. Sempre a proposito del presidente della Regione, lo stesso ha dichiarato che “ora tocca all’Ilva giocare in prima persona la partita decisiva, quella della vita, la vita di una città che ha diritto di respirare, di lavorare, di raccontare al mondo non più i propri incubi ma la propria bellezza”.
L’unico a dire qualcosa di sensato ieri, è stato il sindaca di Bari, Emiliano: “Il nesso di causalità che lega la morte di un essere umano all’azione volontaria e cosciente di un altro essere umano non può essere derubricato ad attività legale solo perché il ministero dell’Ambiente rilascia un’autorizzazione ambientale integrata o perché si ritiene insostenibile economicamente il costo di adeguamento degli impianti. Occorre dunque dare atto ai magistrati di Taranto che stanno coraggiosamente applicando la legge e la Costituzione”: per fortuna c’è ancora qualcuno che se lo ricorda.
G. Leone (TarantoOggi dell’8 settembre 2012)
Attenzione alla nuova legge: dalle 22 non potrai più guidare la tua automobile… si tratta…
Se non vuoi pagare una multa da 1.032 euro, devi sempre controllare il resto in…
Dopo 18 anni si apre un nuovo scenario sull'omicidio di Chiara Poggi. La Procura di…
Sta arrivando a tutti la raccomandata che comunica il pignoramento, da questo momento ti tolgono…
Bloccata la produzione Ford, si dice addio a quella che è una delle aziende maggiori…
Giro di vite a favore delle donne. Uccidere una donna è una aggravante punibile con…