Stavolta, però, la vera Apecar non c’è. Non è stata autorizzata a manifestare. Al suo posto ce n’è una finta che approda in piazza dopo le 8.30, seguita da un girotondo di manifestanti. A far da colonna sonora una canzone senza tempo: ‘Nun te reggae più” di Rino Gaetano. Sul palco, davanti a circa 3mila persone, è Cataldo Ranieri, portavoce del Comitato, oltre che operaio Ilva, ad aprire gli interventi, dopo un minuto di silenzio dedicato alle vittime dell’inquinamento. Le sue sono parole di fuoco: «Oggi viene qualcuno da fuori per decidere le sorti di questa città, mentre noi siamo relegati in un cortile. Da qui diciamo che il primo diritto da garantire in un Paese civile è quello alla vita. Dopo viene il lavoro. Noi – sottolinea – non vogliamo ammortizzatori sociali come dichiarato meschinamente da qualcuno. Vogliamo essere i protagonisti della ricchezza di questa città. Abbiamo l’obbligo di dare ai nostri figli un futuro senza più veleni».Il nome di Patrizia Todisco, il gip che segue l’inchiesta sull’inquinamento Ilva, viene acclamato più volte. Compare sui cartelli e nei cori. E’ lei il simbolo di una svolta epocale. E’ lei il punto di riferimento di chi crede in una rivalsa cittadina.
Toccante l’intervento della pediatra Grazia Parisi che cura i bambini del quartiere Tamburi. Ricorda il caso di un ragazzino di 12 anni colpito da una rara forma di tumore del rinofaringe, patologia che si riscontra solo nei fumatori incalliti anziani. Le sue parole si strozzano in gola per la commozione. Chiaro il messaggio della sua collega Annamaria Moschetti: “Il valore di un singolo bambino non vale tutto l’acciaio del mondo”. Non possono mancare sul palco le vittime dirette e indirette dell’inquinamento, dagli allevatori ai mitilicoltori del primo seno di Mar Piccolo, rappresentanti da Luciano Carriero: «Ringraziamo la magistratura per il coraggio che ha avuto. Finalmente si comincia a fare giustizia. Il nostro comparto, fiore all’occhiello della città, è stato messo in ginocchio. Prima è stata distrutta la coltivazione delle ostriche, ora è toccato alle cozze. Che fine faremo?».
Alessandra Congedo (Corriere del Giorno del 18 agosto 2012)
BELLISARIO (IDV) – «Quando una piazza protesta bisogna ascoltarla. Questa gente si ribella all’inquinamento e al ricatto “lavoro o salute”. Si oppone allo strapotere di una classe padronale che pensa solo al profitto». Lo ha dichiarato Felice Bellisario, capogruppo dell’Idv al Senato, uno dei pochi politici presenti in piazza Maria Immacolata. «Noi sappiamo che l’Ilva è importante per Taranto e per l’Italia, ma a queste condizioni l’azienda fa danni alla città, ai lavoratori e all’intero sistema industriale italiano. Senza dimenticare gli effetti sulla classe politica se le indagini dovessero appurare episodi di connivenza. Leggeremo le carte, ma se Riva dice “vendiamo fumo”, la magistratura fa bene a non credergli. Per disinquinare è necessario che l’Ilva metta soldi sul tavolo».
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