Questo l’esito: “Emergono due situazioni che possono essere all’origine del fenomeno lamentato – si legge in una comunicazione di Arpa Puglia, firmata dalla dott.ssa Maria Spartera, inviata al Comune, al ministero dell’Ambiente, alla Regione, alla Prefettura e alla Direzione Generale di Arpa Puglia – si ritiene opportuno che l’azienda provveda alle seguenti operazioni: immediata rimozione della sostanza idrocarburica presente nel bacino di contenimento del serbatoio T3004 e la bonifica del terreno interessato dallo sversamento; l’adozione di idonee misure di contenimento che impediscano la volatilizzazione degli idrocarburi contenuti nelle vasche del’impianto TAE B”. Si legge inoltre: “Tanto si comunica per l’adozione di provvedimenti prescrittivi di competenza degli Enti in indirizzo. L’Agenzia provvederà a trasmettere una relazione completa appena ultimati gli accertamenti in corso e completate le analisi di laboratorio”.
Le cose più interessanti, però, emergono nei due verbali allegati alla lettera. Cominciamo dal primo, relativo al sopralluogo avvenuto alle 01,06 dell’8 agosto, dopo aver ricevuto segnalazione dai Vigili del Fuoco: “Durante il sopralluogo, percorrendo la strada limitrofa la linea ferroviaria, dall’interno della Raffineria, si riscontrava nuovamente un forte odore di idrocarburi all’altezza del serbatoio T3004 e dell’impianto TAE B della Raffineria“. Dopo aver appurato ciò, la dott.ssa Spartera è stata raggiunta sul posto da altri colleghi per effettuare ulteriori accertamenti (intorno alle ore 01.45).
“Al fine di monitorare la presenza degli idrocarburi e l’eventuale presenza di acido solfidrico venivano allestite tre postazioni di Radiello: la prima antistante il serbatoio T3004, la seconda presso il palo centrale di illuminazione dell’impianto TAE B lungo la strada 116, e l’ultimo sul palo di illuminazione di fronte l’impianto TAE B sulla strada 101. Si dà atto che durante il sopralluogo, per quanto la visibilità notturna lo permetteva, si evidenziavano sversamenti di idrocarburi all’interno del bacino di contenimento del serbatoio T3004, che al momento è in manutenzione. Di tale situazione si sono effettuati rilievi fotografici”.
Il verbale non si ferma qui: “L’impianto TAE B appariva in tutta la sua lunghezza coperto da uno strato molto denso di idrocarburi. Anche questo impianto è in fase di bonifica e anche di questo si sono fatti rilievi fotografici. Viste anche le comunicazioni inviate nei giorni precedenti all’Azienda, si richiede di fornire: 1) informazioni sugli impianti in marcia e quelli in fermata; 2) relazione tecnica sugli interventi in corso sul serbatorio T3004 e sull’impianto TAE B completi delle procedure previste dal manuale di Gestione Ambientale e dei contratti di appalto delle ditte esecutrici dei lavori; 3) copia delle registrazioni relative alle torce e al numero di accensioni nei giorni 7 e 8 agosto”.
Nel secondo verbale si parla del sopralluogo avvenuto sempre l’8 agosto, alle ore 11.30: “Durante il sopralluogo si verificava che nel bacino di contenimento del serbatoio T 3004 vi era una zona di circa 20 metri per 20 metri in cui vi era uno spandimento di idrocarburi. Solo una parte di tale zona era pavimentata, ma si notavano spandimenti anche sul terreno non pavimentato in due zone adiacenti, come da rilievi fotografici allegati. Si osservava anche che la canaletta, utilizzata normalmente per il defluire delle acque di drenaggio, doveva essere stata utilizzata per la bonifica del serbatoio in quanto, all’interno della stessa vi era ancora presenza di idrocarburi”.
Oltre a confermare la richiesta di informazioni avanzate con il precedente verbale, Arpa Puglia chiede all’azienda di specificare “tutte le attività svolte al pontile nelle giornate del 7 e 8 agosto 2012”. A questo punto non ci resta che vedere cosa faranno (se qualcosa mai faranno) le istituzioni chiamate in causa dalla stessa Arpa Puglia. In base a quanto si apprende, il Comune avrebbe predisposto un atto di diffida nei confronti dell’azienda affinché ponga in essere gli interventi necessari per la rimozione delle sostanze sversate, la bonifica del terreno interessato e la copertura della vasca al fine di impedire l’evaporazione degli idrocarburi.
Alessandra Congedo
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