Lo fa in un’intervista al ‘Sole 24 Ore’ uscita nello stesso giorno in cui si tiene l’incontro con il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola teso a finalizzare l’intesa sugli interventi urgenti di bonifica, riqualificazione e infrastrutturazione del capoluogo ionico.
Il ministro non teme di sbilanciarsi e dice apertamente che “e’ arrivato il momento di lavorare insieme e di fare riposare gli avvocati”. Per Clini, quindi, “la situazione dell’Ilva di 10-15 anni fa era molto diversa da quella attuale. Oggi si puo’ dire che l’Ilva e’ uno stabilimento in cui e’ in atto un processo di trasformazione della produzione per renderla adeguata agli obiettivi nazionali e alle direttive europee. Il giudizio deve tenere conto del lavoro fatto fino a oggi e dunque della possibilita’ concreta che esiste di completare il percorso iniziato per rendere l’impianto sostenibile”.
Intanto, questa mattina è giunta nella Capitale una rappresentanza di cittadini ionici desiderosi di manifestare il loro dissenso nei confronti di un accordo di programma che definiscono “salva Ilva” e non “salva Taranto”. A quanto pare, però, a salvare un’intera comunità, e non solo gli interessi di una fabbrica, ci pensano in pochi. I vertici istituzionali, come spesso accade, hanno altre priorità.
Alessandra Congedo
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