Tutelare il mare, valorizzarlo in quanto risorsa del passato ma anche del futuro, questo doveva essere l’obiettivo dei governi locali e nazionali ed europei. Ma a Taranto siamo ancora una volta in emergenza. Oggi le priorità della politica dovrebbero essere: trovare i colpevoli dell’inquinamento del Mar Piccolo e di Mar Grande, richiedere loro i danni e concordare risposte e soluzioni definitive con i mitilicoltori. Invece il discusso e comunque sperimentale trasferimento degli allevamenti nelle nuove aree in mar Grande non è ancora avvenuto e non ci sono più i tempi utili.
Sono, forse, pochi 13000 lavoratori, senza oltretutto una tessera sindacale in tasca?
Il piano perverso che vede politici, industriali perpetrare la difesa della grande industria, a scapito delle piccole e medie imprese che valorizzano il territorio, e della salute dei cittadini continua.
Gridare allo scandalo, allo sciacallaggio, all’allarmismo, quando cittadini consapevoli e attivi davano l’allarme sanitario ed ambientale, è stato il leit-motiv della campagna elettorale ed oggi? Oggi a pensar male potremmo dire che il business dei prossimi anni sarà la bonifica.
E’ necessaria ed indispensabile una programmazione a breve e lungo termine che preveda il sostegno immediato alle aziende tarantine,il risanamento ambientale ed un piano che ridia valore economico ed elevati livelli occupazionali alla mitilicoltura, in quanto attività economica ecosostenibile e perfettamente integrabile con altre attività ecosostenibili, quali turismo e pesca.
Comunicato stampa – Taranto Lider
email :tarantolider@libero.it
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