“Proprio l’indagine epidemiologica della procura evidenza in modo preciso come ‘nei 13 anni di osservazione sono attribuibili alle emissioni industriali 386 decessi totali, 237 casi di tumore maligno con diagnosi da ricovero ospedaliero, 247 eventi coronarici con ricovero, 937 casi di ricovero ospedaliero per malattie respiratorie’ – continua il leader ecologista -. Di fronte a questi numeri il reato di disastro ambientale colposo non puo’ non essere allargato a quello di omicidio volontario con dolo diretto (art. 575 C.P.) e lesioni gravissime (artt. 582 e 583 comma 2 C.P.)”.
“Dall’indagine epidemiologica che nelle sue conclusioni dice ‘l’esposizione continuata agli inquinanti dell’atmosfera emessi dall’impianto siderurgico ha causato e causa nella popolazione fenomeni degenerativi di apparati diversi dell’organismo umano che si traducono in eventi di malattia e di morte’ risulta evidente che le ciminiere della grande industria hanno provocato un danno gravissimo alla vita ed alla salute – conclude Bonelli – . La città di Taranto oggi ha diritto ad un avvenire diverso in cui si dica stop all’inquinamento ed alle malattie e che garantisca tanti posti di lavoro con la ormai non rinviabile conversione ecologica dell’economia”.
Comunicato stampa
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