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Porto Turistico di Pulsano: uno scempio da evitare

PULSANO – Prima Sotto un cielo luminoso, una scogliera millenaria protegge da tempo immemore le limpide acque color “Mediterraneo” di una splendida baia. Alcuni bambini si tuffano dalla scogliera in mare lanciando grida di gioia mentre i più grandi preferiscono restare “a mollo” godendosi beati il fresco del mare. Il paesaggio è così bello da riempire il cuore di serenità…

Dopo File serrate di imbarcazioni, ammassate le une sulle altre, galleggiano su un’acqua torbida e oleosa. Nell’aria, un odore nauseabondo come di uova marce. E più a largo, un molo lunghissimo, una strada di cemento versato nel mare, spezza lo sguardo e completa lo scenario…

Chissà se chi ha progettato l’“Approdo Turistico” nell’ormai noto Seno Capparone (Marina di Pulsano) ha considerato per un solo attimo questo sostanziale cambiamento del paesaggio, della nostra costa tarantina tanto bella quanto violentata dal cemento e da scelte scellerate?!?

Ma è risaputo e fin troppo evidente che la “Bellezza” non viene mai considerata…

Tornando all’“Approdo Turistico” (così è chiamata dai proponenti l’opera nella Valutazione di Impatto Ambientale presentata alla Regione Puglia), si tratta di un vero e proprio porto con un molo sopraflutto lungo più di mezzo chilometro e alto oltre 6 metri, un’enorme barriera di cemento che modificherà in modo irreversibile l’incantevole paesaggio dell’area marina. Inoltre sono previsti all’interno dell’“Approdo Turistico” oltre 340 posti barca!!! Un numero davvero impressionante se rapportato alle dimensioni ridotte della piccola baia.

Certo è che chi ha avuto l’idea di cementificare un altro angolo di paradiso, non si è accorto delle tante ricchezze sottomarine del sito.

Secondo i proponenti del progetto, sotto il livello del mare nel Seno Capparone e nelle aree antistanti, ci sarebbe un deserto di roccia e sabbia, ricco solo di una moltitudine di ricci… E sempre secondo chi propone l’“Approdo Turistico”, la vicina prateria di Posidonia oceanica (Sito d’Importanza Comunitaria “Posidonieto Isola S. Pietro – Torre Canneto”) non verrebbe minimamente interessata dall’impatto dell’opera dato che si trova a “500 m di distanza”… Come se 500 m bastassero a impedire all’inquinamento derivante dal porto e all’impatto dei frequenti ancoraggi delle imbarcazioni, di devastare in breve tempo ciò che resta della prateria di Posidonia oceanica, ambiente prioritario di salvaguardia perché ricchissimo di specie animali e vegetali.

Inoltre, l’area marina oggetto di tanta attenzione, è piena di animali protetti dalla legislazione vigente: dalla spugna da bagno (Spongia officinalis) alla ciprea porcellana (Luria lurida), dalla magnosa (Scyllarides latus) alla cernia bruna (Epinephelus marginatus), ogni anfratto, ogni piccola cavità brulica di molteplice e colorata vita sottomarina (altro che deserto!!!).

Queste osservazioni e altre ancora, sono state raccolte in una relazione tecnico-scientifica e inviate alle autorità competenti della Regione Puglia con la speranza di preservare, almeno per una volta, la “Bellezza” del nostro mare.

Dr. ssa Rossella Baldacconi

Dottore di Ricerca (PhD) in Scienze Ambientali

 

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