Insomma il porto di Genova si appresta ad essere uno dei primi porti alimentati con energia rinnovabile ad impatto ambientale zero.
L’uso energetico del moto ondoso è la tecnologia più innovativa. Immaginatevi 1200 grandi cilindri realizzati all’interno delle dighe foranee, in comunicazione diretta con il mare. Quando arriva l’onda la colonna d’acqua nei cilindro si alza e comprime l’aria , l’aria compressa è esplulsa all’esterno attraverso una turbina la quale, collegata ad un alternatore, produce elettricità. Quando l’onda si ritira, la colonna dì’acqua si abbassa e aspira nuova aria all’interno del cilindro, aria che sarà compressa all’arrivo della successiva onda.
I 1200 cilindri dovrebbero avere una potenza elettrica pari a 36 megawatt. Non male! E in questo modo diventa possibile che diverse navi attraccate ai moli, grazie a questa elettricità, possano spegnere i loro inquinanti motori diesel.
Insomma i motori a colonna d’acqua oscillante usano lo stesso meccanismo dei motori autoveicolari a pistone, con il vantaggio che l’aria espulsa è esente di inquinanti e l’energia la fornisce indirettamente il vento il quale, a sua volta, trae energia dalle diverse temperature di terra e mare.
Ovviamente per funzionare questo motore ha bisogno di onde alte almeno un metro, ma i dati statistici ci dicono che a Genova questo tipo di onde si registra almeno per 200 giorni all’anno. Immagginiamo che questa disponibilità, insieme a quella del vento, sia maggiore nei mesi invernali, quando la fonte solare, usata con il fotovoltaico, è meno intensa.
Pertanto la triplice combinazione di fonti di energia rinnovabile, marina, solare, eolica, dovrebbe garantire una fornitura di elettricità sufficentemente costante per tutto l’anno, sia di giorno che di notte.
Mi sembra interessante rimarcare che il motore ad onde esplica anche l’azione frangiflutto e dovrebbe anche attenuare lo stress a cui le mareggiate sottopongono le normali dighe foranee.
Un altro elemento positivo è che questa centrale, al contrario di quelle alimentate a carbone o metano, non produce inquinamento termico delle acque marine usate per il raffreddamento, non subisce danni dalla presenza di plancton nell’acqua e della eventuale crescita di mitili sulle strutture sommerse. Questo significa che non è necessario l’uso di trattamenti antivegetativi, dannosi per l’ecosistema marino.
Aspettiamo con ansia di vedere il Porto Verde di Genova in piena attività!
Prof. Federico Valerio
Fonte: http://federicovalerio.splinder.com/
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